The Evil Within

The Evil Within 1.0

Apri la porta al Male

The Evil Within ripropone uno dei migliori giochi giapponesi horror. A dire il vero, la grafica cruenta e gli stravolgimenti allucinogeni ricordano di più la serie di Silent Hill, mentre i nemici e la progettazione del gioco si ispirano in modo massiccio a Resident Evil 4, oltre a una miriade di altri spunti quali Deadly Premonition, Devil May Cry e Killer 7. Visualizza descrizione completa

PRO

  • Grafica cupa
  • Combattimenti serrati e drammatici
  • Combinazione straordinaria di temi horror
  • Nuova intepretazione del classico Resident Evil 4
  • Il ritmo sostiene l'entusiasmo per il gioco

CONTRO

  • Telecamera fastidiosa
  • Devi ancora trovare dei punti di salvataggio per poter salvare

Eccellente
9

The Evil Within ripropone uno dei migliori giochi giapponesi horror. A dire il vero, la grafica cruenta e gli stravolgimenti allucinogeni ricordano di più la serie di Silent Hill, mentre i nemici e la progettazione del gioco si ispirano in modo massiccio a Resident Evil 4, oltre a una miriade di altri spunti quali Deadly Premonition, Devil May Cry e Killer 7.

Questi classici ripensati e tirati a lucido in una veste rinnovata riusciranno a competere con giganti del genere horror del calibro di Outlast Amnesia?

Massacro nell’ombra

The Evil Within è un survival horror in terza persona che cerca di trovare un equilibrio tra i titoli horror incentrati sull’azione, tipicamente per console, e i titoli indie per PC più rilassati.

Sebastian è un protagonista carismatico capace di utilizzare qualsiasi tipo di arma che gli capiti tra le mani, di colpire qualsiasi essere abbastanza coraggioso da aggredirlo e di accoltellare un malintenzionato, non appena se ne presenti l’occasione. Tuttavia, tutto questo viene compensato nel gioco perché Sebastian non è esattamente invincibile e può dotarsi soltanto di limitati rifornimenti di munizioni a seconda dell’ambientazione in cui si trova.

Per questa ragione nel gioco la discrezione ha una grande importanza: strisciando attraverso i vari livelli puoi decidere di evitare i nemici, di distrarli lanciando oggetti oppure avventarti alle spalle di vittime ignare e affondare il tuo fidato coltello.

È proprio questa segretezza che distingue maggiormente il gameplay di The Evil Within da quello di Resident Evil 4. Prendiamo, ad esempio, l’arrivo al primo villaggio saccheggiato dove trovi dozzine di abitanti ostili. In RE4 non ho avuto difficoltà a liberarmi di ciascun nemico mettendo in campo qualche mossa scaltra, mentre in The Evil Within, mi sono presto trovato a corto di munizioni e obbligato a uccidere furtivamente i miei oppositori nell’ombra per sopravvivere.

Una telecamera inquietante

Anche i controlli dell’azione in terza persona dalle spalle del protagonista di The Evil Within invitano al confronto con Resident Evil 4. Dall’individuazione del bersaglio con zoom, fino alla distruzione di casse e barili per recuperare oggetti, è chiaro che Sebastian e Leon Kennedy si sono allenati allo stesso dojo. Dunque sebbene i controlli serrati siano i migliori mai realizzati, non tutti gli elementi del gioco sono riusciti a invecchiare con la stessa grazia.

Il difetto principale è che la telecamera è una fonte costante di problemi: con l’angolo di inquadratura bloccato sulla spalla di Sebastian, non ci sono scuse per le ripetute interruzioni; addirittura mi è capitato più volte di notare che la telecamera stava riprendendo l’azione dal lato sbagliato del muro. Sebbene in generale questo non causi maggiori problemi, quando stai cercando di fuggire da una terrificante donna ragno e di difenderti contro un aggressore praticamente invisibile, quei brevi momenti di oscuramento mi hanno mandato su tutte le furie.

In ogni caso, bisogna riconoscere che sono stati inseriti aggiornamenti intelligenti nel gioco: grazie al sistema di selezione rapida è possibile scorrere tra quattro oggetti in movimento. Questo crea uno stile di combattimento straordinariamente fluido, che ti consente di passare facilmente dal nascondiglio all’attacco, consentendoti di far uscire Sebastian dall’oscurità per accoltellare qualcuno prima di passare rapidamente alla pistola senza perdere neanche un colpo.

Visioni angoscianti

The Evil Within riesce perfettamente a creare un mondo immerso in una rivoltante oscurità. Sin dai momenti iniziali, quando ti ritroverai appeso nel mattatoio di un goffo killer, quest’atmosfera ti perseguiterà.

In questa scena sarai circondato da corpi squartati. Intorno a te pareti e pavimento sono ricoperti di sangue congelato. Dopo che riuscirai a fuggire da questa stanza, entrerai in quella che all’apparenza sembra una struttura sanitaria, ma che poi si rivelerà un inferno meccanico di lame rotanti. Dopo essere fuggito da una botola nel pavimento, Sebastian scivola inspiegabilmente fino a una tinozza piena di sangue: un vero orrore considerando che il nostro protagonista a questo punto ha varie ferite aperte.

Tutto questo avviene entro la prima mezz’ora di gioco, ma il ritmo non diminuisce al termine del prologo. Per il modo in cui avvengono le transizioni da un’ambientazione all’altra, le varie parti del gioco sembrano quasi sconnesse l’una con l’altra, ma man mano che aumenta la tensione psicologica, questi rapidi cambiamenti diventano l’essenza stessa delle costanti aggressioni sferrate da The Evil Within alla sanità mentale del giocatore e di Sebastian.

Il mondo in costante cambiamento riesce perfettamente a farti muovere a lungo all’interno del gioco, in un modo che non molti giochi horror sono riusciti a fare. Piuttosto che diventare un’esperienza oppressiva monotono, The Evil Within suscita sempre un senso di attesa, perché sarai ansioso di scoprire quale visione distorta della realtà troverai dietro il prossimo angolo. Potresti svegliarti nel letto di un istituto psichiatrico, essere scaraventato nel mezzo di un corridoio, dove il mondo ruota a 90° sul suo asse o in una città distrutta, ma qualsiasi sarà la prossima destinazione di questo treno fantasma, sarai sempre curioso di scoprire che cosa ha in serbo per te.

La reinterpretazione di un classico

Adoro i titoli horror, tuttavia le ambientazioni inquietanti e claustrofobiche che li caratterizzano spesso comportano che debba essere dell’umore giusto per godermeli. Un risultato che The Evil Within riesce senza dubbio a raggiungere è compensare l’atmosfera cupa e tetra con un’azione inaspettata e stravolgimenti degni dei migliori horror psicologici. Questi trucchi rendono sicuramente la trama molto dinamica e mi hanno dato l’energia necessaria per progredire da un livello all’altro, senza sentire la fatica che normalmente mi coglie quando mi cimento con i giochi horror.

The Evil Within è una straordinaria fusione di esperienze horror e, sebbene spesso non combacino perfettamente, il ritmo del gioco e il gameplay incalzante ti terranno agganciato per tutto il gioco.

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